25 novembre, una giornata per riflettere e agire contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre è una giornata che vorremmo non dover più celebrare. Invece, è sempre più importante e urgente parlare di violenza contro le donne, anche nel nostro Paese.

A ricordarcelo sono i dati diffusi dalla Polizia di Stato, che definire preoccupanti è un eufemismo: ogni giorno in Italia 88 donne (una ogni 15 minuti) subiscono un atto di violenza, dai maltrattamenti allo stalking, dalle percosse fino alla violenza sessuale. Sono molto spesso donne italiane (l’80%) e 3 volte su 4 sono italiani anche i loro carnefici: quasi sempre qualcuno che ha le chiavi di casa (ex partner, ma anche amici, familiari, conoscenti), mentre solo il 6 per cento delle violenze sono commesse da sconosciuti. Altrettanto gravi sono i numeri del rapporto Eures “Femminicidio e violenza di genere in Italia”: ogni 72 ore una donna viene uccisa da qualcuno che conosce, quasi sempre il suo partner o ex partner. Nel 2018 i femminicidi sono stati 142, dei quali 119 in famiglia, e l’Eures precisa che è il dato più altro di sempre; “gelosia e possesso” sono ancora i moventi più diffusi. Del resto, basta guardare il grafico interattivo di Repubblica per vedere l’evoluzione dei femminicidi in Italia dal 2013 al 2019: un serie di cerchietti rossi che non diminuisce, anzi cresce, senza distinzioni tra nord e sud, tra est e ovest.

In questo scenario profondamente sconfortante, l’unico dato positivo è l’aumento delle denunce da parte delle donne che subiscono violenze. Il Codice Rosso, la legge entrata in vigore l’estate scorsa, non solo ha aumentato le sanzioni per i maltrattamenti, lo stalking e la violenza sessuale, ma anche introdotto quattro nuovi reati: la diffusione illecita di immagini o video (il cosiddetto revenge porn), la deformazione dell’aspetto con lesioni permanenti, la costrizione o induzione al matrimonio e la violazione dei provvedimenti che impongono di allontanarsi (o non di non avvicinarsi) ai luoghi frequentati dalla vittima.

Anche in questo 25 novembre, nella giornata istituita nel 1999 dall’ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne, le iniziative continuano in tutta Italia: per ricordarne alcune, le Panchine Rosse di Milano con il numero nazionale antiviolenza 1522 (una delle quali arriverà anche a Roma, davanti a Montecitorio), il Festival La violenza illustrata a Bologna, il progetto che la Casa Internazionale delle Donne presenta a Roma sull’uso del web per prevenire e contrastare i femminicidi. E oggi parte la campagna, sempre indetta dall’ONU, Generation Equality Stands against Rape: dieci giorni di attivismo fino al 10 dicembre per informare, discutere, svolgere azioni contro la violenza di genere, a cominciare dai social, dove gli hashtag di riferimento saranno #generationequality e #orangetheworld, perché l’arancione è il colore scelto dalle Nazioni Unite per comunicare le azioni positive a favore delle donne.

E se vi state chiedendo che cosa si può fare in concreto, ecco un elenco di 16 modi per opporsi alla cultura dello stupro, perché, come ci dice l’ONU, “ogni giorno abbiamo l’opportunità di esaminare i nostri comportamenti e le nostre convinzioni: dagli atteggiamenti verso l’identità di genere alle politiche che sosteniamo nelle nostre comunità, tutti noi possiamo agire contro la cultura dello stupro.”

Quali sono le tue azioni positive contro la violenza sulle donne? Quali iniziative sostieni o proponi? Raccontale nei commenti o condividile nella nostra comunità Mamme Attive.

 


'25 novembre, una giornata per riflettere e agire contro la violenza sulle donne' has 1 comment

  1. 27 Novembre 2019 @ 07:30 Che Tanfo di Tonfo per Taffo -

    […] si è tornati a parlare, negativamente, per il contenuto postato Lunedì 25/11 in occasione della giornata contro la violenza alle donne.  In quell’occasione infatti, l’impresa di onoranze funebri, ha pubblicato un […]

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