Assistenza agli Alunni Disabili. Un Problema da Risolvere

La disabilità, come ben sappiamo, purtroppo, è una condizione che presenta numerose difficoltà nella quotidianità, oltre a quelle che sono insite per la natura stessa di questa condizione.

Una di questi, probabilmente una delle più gravi e dei più sentite, è quella della possibilità di frequentare scuole “normali” da parte del proprio figlio disabile, o come più correttamente si dice oggigiorno diversamente abile, godendo della assistenza adeguata affinché nostro figlio, nostra figlia, possa frequentare la scuola, e al tempo stesso noi mamme si possa avere la tranquillità di lasciare la nostra prole con la certezza che questo avvenga con le dovute attenzioni del caso.

Si tratta di un tema del quale si parla poco, al quale i media, in generale, non dedicano la giusta attenzione, a nostro avviso, relativamente al quale avremo modo, e motivo, di riflettere nel tempo in questi spazi.

Iniziamo a porre le basi della riflessione partendo da fattori oggettivi, dai dati su quale sia la percentuale di scuole primarie, quelle che comunemente chiamiamo le elementari, e di scuole secondarie di primo grado, le medie inferiori, che offrono un servizio in tal senso.

Stando ai dati Istat, le scuole elementari e medie inferiori che non offrono un servizio di assistenza ad alunni diversamente abili oscillano tra il 25.6% del totale nel 2010 e il 22.8% nel 2018, passando per il 21% [il dato più basso della serie storica] nel 2014.

Oscillazioni e variazioni che forniscono già di per se stesse le incertezze alle quali sono sottoposte le famiglie con un figlio disabile, legate ad un’emergenza, che tale non può definirsi poiché pare, purtroppo [ri]presentarsi anno dopo anno.

Anche quest’anno, per l’ennesima volta, supplenze, cattedre vuote, insegnanti specializzati sul sostegno che mancano. Queste le condizioni in cui versa la scuola italiana ad appena poco più di un mese dall’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico.

Se, fortunatamente, vi sono casi, come quello di Giuseppe, bambine, bambini e adolescenti che, nel migliore dei casi, restano in classe con gli altri, per ore e con gravi difficoltà di integrazione, perché senza insegnante di sostegno accanto o, non sono pochi i casi, figli che restano in casa, affidati dai loro genitori, e naturalmente nella maggior parte dei casi alla madre, a babysitter, nonni o tate, pur di non farli restare in classe senza l’aiuto di nessuno.

Una situazione insostenibile, al di là del dettaglio dei numeri, e delle differenze territoriali nella Penisola, sintetizzate nell’infografica sotto riportata, sulla quale annunciamo sin ora che, con il vostro sostegno, ci vedrà in prima fila per dare voce e speranza ai tanti, troppi casi, che passano sotto silenzio, inascoltati.

Per questo sin da oggi vogliamo iniziare a dare voce a questa grave problematica raccogliendo le tue, le vostre esperienze. Raccontaci la tua storia nello spazio sottostante dei commenti, o unisciti alla nostra comunità e condividi la tua esperienza con altre mamme, o ancora, se preferisci scrivici direttamente. Raccoglieremo le tue, le vostre, istanze facendoci portatori della questione e cercando di aprire un fronte, come si suol dire, bi-partisan, che vada oltre gli schieramenti politici per il bene e la tutela di questi bambini meno fortunati degli altri.


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