Cambiamento climatico e salute: che cosa rischiano le nuove generazioni

“La vita di ogni bambino che nasce oggi sarà profondamente influenzata dal cambiamento climatico.” Il nuovo studio The Lancet Countdown 2019: Tracking Progress on Health and Climate Change non lascia dubbi: se non facciamo subito qualcosa per fermare il riscaldamento globale, tutti subiremo pesanti conseguenze per salute e i più colpiti saranno proprio i bambini.

La ricerca, presentata di recente a Venezia, è stata condotta da The Lancet, la prestigiosa rivista medica inglese, con 120 esperti e accademici di rilievo internazionale e con le agenzie delle Nazioni Unite presenti in tutti i continenti; è un’analisi annuale che, attraverso 41 indicatori sul rapporto tra cambiamenti climatici e salute, traccia il quadro della situazione attuale e dei rischi per il futuro, indicando le possibili soluzioni.

Lo studio di The Lancet afferma che oggi i bambini sono esposti fin dalla nascita a un inquinamento atmosferico che provoca da subito problemi all’apparato respiratorio, con un aumento dei casi di asma e possibili conseguenze anche sulla circolazione. Non solo: anche le ondate di calore sono un pericolo per la salute dei neonati e dei piccolissimi, mentre spesso si ritiene che possano causare difficoltà solo agli anziani.

Crescendo, molti bambini vanno incontro al rischio di malnutrizione e di rallentamento dello sviluppo, perché l’aumento della temperatura globale danneggia le coltivazioni e riduce i raccolti, facendo inoltre crescere i prezzi degli alimenti.

Il clima sempre più caldo sta portando inoltre una maggiore diffusione delle malattie infettive, che spesso colpiscono i bambini, più deboli degli adulti dal punto di vista immunitario.

Se pensiamo che questo scenario riguardi solo alcune zone del mondo, dobbiamo ricrederci: durante la presentazione a Venezia Marina Romanello, una delle ricercatrici di “The Lancet Countdown 2019”, ha illustrato alcuni dati piuttosto preoccupanti sull’Italia. Innanzitutto, il nostro Paese detiene il primato dei decessi prematuri causati dall’esposizione a polveri sottili: più di 45 mila solo nel 2016, il valore più alto in Europa e l’undicesimo nel mondo. Il motivo, come sappiamo, è l’uso intensivo di carburanti fossili, che rende estremamente inquinata l’aria dei grandi centri urbani.

Anche per la nostra agricoltura non c’è da stare allegri: dagli anni ’60 la resa dei raccolti di mais è diminuita del 10%, quella di grano e riso del 5% e il calo delle produzioni agricole mette a rischio la sicurezza alimentare. Infine, in Italia dal 1980 è raddoppiata la capacità delle zanzare di diffondere la febbre Dengue, uno dei virus più diffusi nelle zone tropicali.

Che cosa si può fare per contrastare i rischi per la salute connessi al cambiamento climatico? Per i ricercatori, l’unica strada è mantenere l’aumento della temperatura globale “ben al di sotto” dei 2 °C, perché solo in questo modo potremo avere aria più pulita, città più sicure e alimentazione più sana e quindi un impatto positivo sulla salute delle nuove generazioni. Per ottenere questo risultato, “Il primo obiettivo deve essere la trasformazione radicale della nostra economia, da economia ad alte emissioni di carbonio a economia a impatto zero”, ha affermato Marina Romanello.

Lo studio si rivolge soprattutto ai governi di tutto il mondo, perché adottino le misure necessarie per salvaguardare il pianeta, la salute e anche l’economia globale. Ma precisa anche che la lotta al cambiamento climatico richiede l’impegno di ognuna dei 7 miliardi e mezzo di persone che vivono oggi sul nostro pianeta, perché “una sfida senza precedenti richiede risposte senza precedenti”.

Sei preoccupata per gli effetti del cambiamento climatico sulla salute? Quali azioni proponi per vincere questa “sfida senza precedenti”? Condividi la tua opinione nei commenti o nella nostra comunità Mamme Attive.

 


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