Coronavirus, gli esempi virtuosi delle scuole “a distanza”

Il Coronavirus ha chiuso le scuole? La tecnologia le riapre a distanza. È quello che stanno facendo diversi istituti, da quando i timori per la diffusione del COVID-19 hanno tenuto a casa circa 180 mila classi di 26 mila scuole su tutto il territorio nazionale: i docenti di elementari, medie e superiori stanno organizzando classi virtuali e videolezioni con gli studenti.

Nelle FAQ sul Coronavirus del Ministero dell’Istruzione si preannuncia l’attivazione di una piattaforma dedicata alla didattica a distanza che sarà disponibile per tutte le scuole e nel frattempo nelle due “zone rosse” sono state avviate iniziative per fare lezione online, sia a Codogno, sia a Vo’ Euganeo. Ma anche altrove ci sono scuole che hanno risposto subito all’emergenza chiudendo le aule fisiche e aprendo quelle virtuali e sono evidentemente gli istituti che già da tempo hanno adottato programmi e strumenti per la scuola digitale.

È il caso, per esempio, dell’istituto comprensivo Ungaretti di Melzo (Milano), dove i docenti da casa fanno lezione agli alunni di elementari e medie collegati attraverso i tablet, che già usano a scuola. L’istituto, infatti, ha sottolineato la dirigente scolastica, è avvantaggiato dal fatto di avere già a disposizione strumenti e competenze: è la prima e finora unica scuola italiana del primo ciclo (primaria e secondaria) che fa parte delle Apple Distinguished School, le scuole che creano ambienti didattici dove la tecnologia è parte integrante del processo di apprendimento.

Sempre in provincia di Milano, a Trezzano sul Naviglio, l’istituto Gobetti (elementari e medie) ha informato i genitori di aver attivato «canali di comunicazione con i nostri alunni, affinché il periodo di “chiusura forzata” della scuola non diventasse una “vacanza”». Per i bambini più piccoli i compiti da svolgere sono comunicati ai rappresentanti di classe tramite email e Whatsapp, mentre gli alunni di terza, quarta e quinta elementare e quelli delle medie comunicano direttamente con i docenti attraverso Google Classroom, un servizio gratuito via web di Google per la didattica e che gli studenti dell’istituto di Trezzano usano abitualmente per l’e-learning.

Lezioni su piattaforme digitali si svolgono anche all’istituto comprensivo di Sarzana (La Spezia), che raggruppa otto scuole primarie e per ognuna di esse ha creato dei mini-siti per la didattica online, dove, suddivisi per classe, i docenti caricano video-lezioni e compiti da svolgere.

All’istituto comprensivo di Pianoro (Bologna) sono circa 800 gli alunni di elementari e medie che stanno seguendo lezioni da casa su piattaforme informatiche per l’e-learning. Come afferma il comunicato della scuola, è un’occasione per «riflettere su come approfittare di questa emergenza per rivedere il processo di insegnamento-apprendimento».

Anche la scuola dei tuoi figli è chiusa e ha adottato iniziative per l’insegnamento a distanza? Raccontale nei commenti o nella nostra comunità Mamme&Mamme.


'Coronavirus, gli esempi virtuosi delle scuole “a distanza”' have 2 comments

  1. 2 Marzo 2020 @ 05:18 L’innovazione a scuola: i libri digitali fai-da-te - Mamme in azione

    […] scuole per il Coronavirus, stiamo riscoprendo le opportunità che la tecnologia ci offre per la didattica a distanza, vale la pena estendere la riflessione anche a nuovi strumenti formativi da progettare e utilizzare […]

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  2. 4 Marzo 2020 @ 06:53 Coronavirus, al via il sito del MIUR per la scuola a distanza - Mamme in azione

    […] scuole italiane hanno già dato il via la scorsa settimana a lezioni a distanza, come risposta alla chiusura imposta dalla diffusione del Coronavirus, ma non tutti gli istituti […]

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