Famose e sconosciute, tradizionali e non, ironiche e serie. Le famiglie nelle foto di Erwitt a Milano

Il titolo è al singolare, ma il concetto è plurale, perché la famiglia non è, e non è mai stata, una sola. E se c’è un artista che può rappresentare l’evoluzione del concetto di famiglia negli ultimi decenni è proprio Elliott Erwitt, che, dall’alto dei suoi 91 anni e della sua monumentale esperienza nell’agenzia Magnum, è uno dei fotografi più famosi al mondo e con le sue immagini ha raccontato il mondo degli ultimi 70 anni.

A Erwitt il Mudec di Milano ha chiesto di creare un suo album fotografico sulla famiglia, scegliendo tra le sue innumerevoli opere: le ha selezionate personalmente e così è nata la mostra Elliott Erwitt. Family, aperta dal settembre scorso fino al 15 marzo 2020. La family che ci propone non è, appunto, una sola, ma ha mille sfaccettature: c’è quella pubblica dei Kennedy, nella celebre immagine di Jackie al funerale di JFK, e la famiglia dello stesso fotografo, con la foto della neonata sul letto, che è sua figlia Ellen; ci sono i neosposi del New Hampshire nel 1958 e i matrimoni nudisti di qualche anno dopo; famiglie tradizionali e famiglie allargate a nuove forme di relazione. Non mancano gli animali, veri componenti di tante famiglie, e non è un caso che anche sull’immagine scelta per la locandina della mostra compaiano un chihuahua e altre due zampe non ben identificate: Erwitt ha spesso fotografato i cani, che sono i protagonisti di quattro dei suoi libri. Il significato di questo percorso tra diversi decenni di storia e molti luoghi diversi è che la famiglia è un concetto universale, ma in continua evoluzione, che ben rappresenta le trasformazioni della società.

Le fotografie di Erwitt nascono dalla sua lunga esperienza per la celeberrima agenzia Magnum Photos, dove iniziò a lavorare nel 1954, chiamato dal fotografo di guerra Robert Capa, uno dei fondatori. Era arrivato negli Stati Uniti nel 1939, a 11 anni, dopo aver trascorso i suoi primi anni di vita a Milano, che la famiglia – di origine ebraica (il vero cognome era Erwitz) – aveva dovuto poi lasciare a causa delle leggi razziali. I suoi lavori per Magnum sono apparsi sulle principali riviste americane e internazionali e sono una testimonianza di tutti i più grandi avvenimenti del Novecento. Per quanto riguarda la famiglia, Erwitt si è sposato quattro volte e ha sei figli e un buon numero di nipoti.

Oltre alla mostra, il Mudec ha dedicato alla famiglia anche un’altra iniziativa, #WeAreFamily: ha chiamato a raccolta le famiglie italiane che volevano farsi immortalare dall’obiettivo fotografico e mostrare così la propria idea di relazioni familiari. L’8 settembre scorso se ne sono presentate più di 100 e ne sono state selezionate una quarantina: ci sono genitori e figli, famiglie allargate e arcobaleno, con amici e animali, e famiglie in attesa di diventarlo, con bambini in arrivo o unioni civili da celebrare. Le foto sono sul sito del Mudec e sono un inno alle famiglie del 2019.

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