La parità donna/uomo è legge solo in 8 Paesi su 190

Solo in 8 nazioni in tutto il mondo le donne e gli uomini hanno la completa parità di diritti. Lo afferma Women, Business and the Law 2020, il report annuale che misura lo stato della disuguaglianza di genere sulla base della legislazione dei singoli Paesi, per identificare le barriere che limitano la partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica e spingere i governi nazionali a modificare le leggi discriminatorie. Lo studio, giunto alla sesta edizione, è realizzato dalla Banca Mondiale (World Bank), l’organizzazione fondata nel 1944 con il nome di “Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo” per aiutare la ripresa economica dell’Europa e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale, ma che negli anni si è poi occupata anche dei Paesi in via di sviluppo nell’America latina, in Africa e in Asia. Oggi si chiama World Bank Group, conta 189 Stati membri e 5 diverse istituzioni e ha l’obiettivo di porre fine alla povertà estrema in tutto il mondo, favorendo la prosperità condivisa.

La ricerca viene condotta su 190 Paesi, utilizzando otto indicatori legati alla presenza o meno di leggi che hanno effetti, positivi o negativi, sulla vita personale e professionale delle donne:

mobilità: poter scegliere dove vivere, ottenere un passaporto e uscire dal territorio nazionale
luogo di lavoro: poter ottenere lo stesso lavoro di un uomo, essere tutelate per legge dalla discriminazione di genere e dalle molestie sessuali sul lavoro
retribuzione: poter avere la stessa remunerazione degli uomini a parità di valore, poter lavorare nello stesso settore e fare anche lavori considerati pericolosi
matrimonio: poter essere capofamiglia, ottenere il divorzio come gli uomini, non dover obbedire per legge al marito ed essere tutelate da leggi specifiche sulla violenza domestica
genitorialità: un congedo di maternità pagato di almeno 14 settimane, un congedo anche per i padri, il divieto di licenziare lavoratrici incinte
imprenditorialità: poter avere un conto corrente, aprire un’attività, firmare contratti senza discriminazioni di genere per l’accesso al credito
proprietà: avere uguali diritti sulle proprietà immobili, amministrare i propri beni, garantire gli stessi diritti ereditari ai figli maschi e femmine
pensione: avere la stessa età pensionabile riconosciuta agli uomini.

Il report 2020 si riferisce a dati aggiornati a settembre 2019 ed evidenzia nel complesso un miglioramento in molti Paesi:

  • i risultati migliori sono collegati a una maggiore presenza delle donne nella forza lavoro, con un incremento del reddito
  • dal 2017, 40 Paesi hanno attuato 62 riforme che hanno migliorato l’uguaglianza di genere
  • tra gli Stati che hanno registrato un miglioramento più elevato ci sono l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Nepal, Il Sud Sudan, il Bahrain, la Repubblica Democratica del Congo, la Giordania e la Tunisia
  • in media, le donne hanno solo i 3/4 dei diritti legali riconosciuti agli uomini, ma in troppi Paesi questo valore scende alla metà e in alcuni casi anche a un quarto.

Come si vede dall’infografica elaborata da Statista, sono solo 8 gli Stati che riconoscono per legge la piena uguaglianza tra donne e uomini, tutti in Europa a eccezione del Canada.

L’Italia – che non compare in questa infografica –  è nel gruppo immediatamente successivo, con Germania, Spagna, Gran Bretagna e altri Paesi europei: il punteggio è 97,5 e nel nostro caso è dovuto all’indicatore sul matrimonio, dove il risultato è 80 su 100. Probabilmente, lo studio non ha potuto aggiornare il valore relativo alla legge specifica sulla violenza domestica, approvata a novembre 2019. In tutti gli altri indicatori l’Italia ha il punteggio pieno e questo conferma che la nostra legislazione dovrebbe garantire –  almeno in teoria –  l’uguaglianza di genere.
I risultati più bassi in assoluto, non riportati dall’infografica, sono quelli dello Yemen (26,9) e della Striscia di Gaza (26,3).

Tra gli indicatori, percisa il report, quello che più sarebbe da migliorare è la genitorialità: rispetto al congedo di maternità, per esempio, solo 115 Paesi riconoscono almeno 14 settimane pagate (98 giorni – in Italia sono 5 mesi, circa 150 giorni), mentre in America Latina la media è di 91 giorni, in Asia va dagli 87 ai 91, e nel Nord Africa e in Medio Oriente solo 70.

“C’è ancora molto lavoro da fare”, conclude la Banca Mondiale. “Non dovremmo essere soddisfatti finché ogni ragazza potrà vivere la sua vita senza dover affrontare barriere legali alla sua realizzazione.”

 

 

L’Italia garantisce per legge la quasi completa parità tra donne e uomini, secondo questo report: sei d’accordo? Qual è la tua esperienza riguardo ai tuoi diritti di madre e di lavoratrice? Raccontala nei commenti o nella nostra comunità Mamme Attive.


'La parità donna/uomo è legge solo in 8 Paesi su 190' has 1 comment

  1. 20 Marzo 2020 @ 06:29 Il “carico mentale” delle donne in 10 storie di vita quotidiana - Mamme in azione

    […] una delle forme di gender gap che più pesano sulle donne e probabilmente una delle più subdole. Ѐ il “carico mentale”, un […]

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