L’innovazione a scuola: i libri digitali fai-da-te

In un periodo in cui, a causa della chiusura temporanea delle scuole per il Coronavirus, stiamo riscoprendo le opportunità che la tecnologia ci offre per la didattica a distanza, vale la pena estendere la riflessione anche a nuovi strumenti formativi da progettare e utilizzare non solo nelle emergenze, ma nell’attività scolastica quotidiana.

Un’opportunità molto interessante per insegnanti e studenti (e, di riflesso, per le famiglie) è quella di creare i libri digitali in classe. Lo fanno già 189 scuole italiane che aderiscono al progetto lanciato da Avanguardie Educative, il movimento nato da INDIRE, l’istituto nazionale di ricerca per l’innovazione nella scuola italiana. Avanguardie Educative è stato costituito nel 2014 da INDIRE e da 22 scuole fondatrici, è aperto a tutti gli istituti scolastici italiani e ha l’obiettivo di individuare e diffondere modelli e pratiche educative per riorganizzare tempi, spazi e modalità della didattica, come si legge nel Manifesto programmatico per l’Innovazione.

Tra i numerosi progetti, chiamati “idee”, lanciati da Avanguardie Educative c’è anche l’integrazione tra CDD (contenuti didattici digitali) e libri di testo, che si fonda su materiale didattico digitale prodotto direttamente dalle classi. Ѐ una possibilità prevista già da tempo dalla legge 128 del 2013: le scuole possono elaborare contenuti didattici digitali da utilizzare come libri di testo. Ѐ un’attività formativa vera e propria, perché viene svolta durante l’orario scolastico con la partecipazione attiva degli studenti e con un docente supervisore, che può coinvolgere anche altri insegnanti. I contenuti prodotti sono materiali didattici a tutti gli effetti con riconoscimento della proprietà intellettuale dell’opera, registrata con una licenza che permette la distribuzione gratuita a tutte le scuole attraverso piattaforme digitali.

Perché produrre contenuti digitali in classe? Avanguardie Educative spiega i vantaggi di questa scelta:

  • si va oltre la logica dello studio come apprendimento mnemonico di testi scritti
  • si favorisce un approccio progettuale e pratico nella formazione
  • si integrano strumenti digitali e tradizionali, sviluppando metodologie innovative per rappresentare e trasmettere la conoscenza
  • si riduce la spesa per i libri di testo (e, aggiungiamo noi, anche il peso degli zaini).

Le scuole che hanno aderito a questo progetto, a oggi 189, sono equamente ripartite tra primo ciclo (elementari e medie) e secondo (superiori); quasi la metà, 91, si trovano nelle regioni del sud e nelle isole, 53 in quelle del centro e 54 al nord. Sul sito di Avanguardie Educative ci sono materiali e  linee guida per i docenti e gli istituti che vogliono approfondire e sperimentare l’iniziativa.

Un altro progetto analogo è Book in Progress, una rete di scuole che realizza contenuti didattici sostitutivi dei libri di testo, disponibili sia in formato cartaceo che digitale e creati sempre con la partecipazione degli alunni: uno degli obiettivi del progetto è anche quello di combattere la dispersione scolastica attraverso una didattica inclusiva.

Nelle scuole dei tuoi figli vengono prodotti materiali didattici? In che modo? Condividi la tua esperienza nella nostra comunità Mamme Attive e partecipa al nostro sondaggio “Testi tradizionali o ebook?”.


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