Mamsharing, le mamme che si aiutano scambiandosi tempo

“Spesso non si ha nemmeno il tempo per fare la spesa, figuriamoci per una cena a due.” Paola Cimaroli, mamma abruzzese, parte da qui per raccontare come è nata Mamsitter Italia e la sua idea di mamsharing, una “banca del tempo” dedicata alle mamme.

Il tempo è ciò che più manca alle donne con figli, soprattutto se lavorano e se non possono contare sull’aiuto dei nonni o di altri familiari: le baby sitter non sempre si trovano e inoltre hanno un costo che non sempre è alla portata di tutte le famiglie, soprattutto se per più ore alla settimana. Una delle soluzioni più praticate è quella di ricorrere alle altre mamme, quelle dei compagni di classe o conosciute perché i figli frequentano lo stesso corso di sport: ci si scambia piccoli favori, che sono soprattutto andare a prendere a scuola, accompagnare in palestra, riportare a casa.

Il mamsharing, spiega il sito di Mamsitter Italia, si propone di utilizzare queste risorse per creare un circuito di soluzioni ai problemi delle mamme incentrato sullo scambio del tempo: ognuna mette a disposizione il proprio tempo per occuparsi dei figli delle altre mamme e riceve a sua volta lo stesso “favore”, dalle stesse persone o da altre che fanno parte del circuito, che, per evidenti motivi, è a livello di quartiere.

Il meccanismo è semplice: ci si iscrive al network della propria zona e si hanno a disposizione 16 ore al mese (in media 4 pomeriggi al mese), che devono poi essere restituite entro il mese successivo, anche ad altre mamme del circuito. Il costo del servizio è di 30 euro mensili, anche per chi ha due figli, ed è gestito da una responsabile di zona, che si occupa di coinvolgere le mamme del quartiere e di organizzare gli scambi reciproci. Non solo: come è specificato sul sito, le mamme che aderiscono ai circuiti si impegnano a promuovere il gioco, la sperimentazione e l’interazione tra i bambini che accudiscono temporaneamente, per evitare l’isolamento provocato dall’uso eccessivo di tv, tablet e smartphone.

Con il suo progetto di mamsharing, Mamsitter si propone di attivare delle reti sociali per l’aiuto reciproco, soprattutto nelle grandi città, dove spesso è difficile conoscere anche i vicini di casa. L’associazione è attiva, oltre che ad Avezzano dove è nata, anche a Roma e Milano, con circuiti in diversi quartieri; in totale, finora le donne coinvolte sono un centinaio e i bambini circa 150, soprattutto nella fascia d’età da 0 a 2 anni.

Oltre allo scambio di tempo tra mamme, chi si sente portata per l’organizzazione può proporsi come responsabile di zona: basta iscriversi all’associazione, trovare nel proprio quartiere almeno 20 mamme interessate al servizio e impegnarsi poi a gestire orari e scambi e a organizzare iniziative ed eventi per promuovere il mamsharing.

Hai mai sperimentato una “banca del tempo” per mamme? Pensi che sia un’iniziativa utile? Condividi la tua opinione nei commenti o nella nostra comunità Mamme&Mamme.


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