Non è (solo) un gioco. Perché giocare è fondamentale per la crescita dei bambini

“I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie”, diceva Michel de Montaigne, filosofo e scrittore francese del Cinquecento, noto anche per i suoi aforismi. Qualche secolo dopo l’ha confermato uno dei più celebri psicologi del Novecento, Jean Piaget: il gioco aiuta i bambini a sviluppare l’intelligenza, perché stimola l’attenzione, la concentrazione e la memoria e aiuta la formazione dei processi cognitivi.

Quella che per gli adulti è considerata un’attività di svago e divertimento, tipica del “tempo libero” dagli impegni “seri”, per i bambini non è mai “solo un gioco”: è invece la modalità con la quale imparano a conoscere il mondo e a sviluppare capacità fondamentali per la loro crescita.

Lo spiegano efficacemente i tre stadi del gioco che Piaget collega alle diverse fasi dello sviluppo psico-fisico del bambino:

– i giochi di esercizio, nel primo anno di vita, incentrati sul movimento e sulla percezione sensoriale: afferrare gli oggetti, portarli alla bocca, coordinare e controllare i gesti
– i giochi simbolici, dai 2 ai 7 anni, caratterizzati dalla rappresentazione e dalla finzione (il “facciamo che”)
– i giochi di regole, dai 7 agli 11 anni, che aiutano la socializzazione e la relazione con gli altri.

Giocare è talmente importante per la crescita dei bambini da essere riconosciuto come diritto dalla Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ma il gioco è anche un efficace strumento didattico e formativo. Molti esperti ne sono convinti: “imparare giocando” facilita l’apprendimento anche a scuola, rispetto all’insegnamento tradizionale, perché è più motivante per i bambini, li aiuta a superare le difficoltà e a memorizzare le informazioni più facilmente e ad aprire la mente alla creatività e all’immaginazione. Non solo: giocare, anche a scuola, è un’esperienza formativa che favorisce la socializzazione e può insegnare a stare in gruppo, a confrontarsi con gli altri, a valorizzare le diversità.

Per approfondire il tema del gioco educativo, nei prossimi articoli parleremo di:

  • come scegliere i giochi educativi per i propri figli
  • imparare giocando: quando studiare è divertente
  • giocare con i bambini: i giochi formativi da fare in casa

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'Non è (solo) un gioco. Perché giocare è fondamentale per la crescita dei bambini' have 3 comments

  1. 11 Dicembre 2019 @ 06:07 Creare, esplorare, immaginare: come scegliere i giochi educativi - Mamme in azione

    […] fascia di età, sono ormai numerosi anche i giochi educativi, che mirano all’apprendimento e allo sviluppo di […]

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  2. 18 Dicembre 2019 @ 05:45 Giocando si impara: quando studiare è divertente - Mamme in azione

    […] Romani avevano intuito con secoli di anticipo è stato poi confermato dalla psicologia moderna: il gioco è un potente strumento didattico, perché è la modalità con cui il bambino sperimenta e conosce […]

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  3. 27 Dicembre 2019 @ 05:55 “Giochiamo insieme?”: consigli e idee per giocare con i figli - Mamme in azione

    […] però, che il gioco sia fatto “per davvero”, cioè con un serio impegno da parte dei genitori: giocare per i bambini non è un semplice passatempo, ma è la modalità con la quale imparano a conoscere […]

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